Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/51

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46 pensieri (3586-3587-3588)

lora dall’antichissimo e primitivo latino fino alle lingue moderne per mezzo del latino volgare. Vedi p. 3637. Simile distinzione è quella che convien fare nella lingua  (3587) latina rispetto alle voci greche, cioè tra quelle introdotte dagli scrittori ec. e quelle antiche e veramente popolari ec. Cosí nell’inglese rispetto alle voci francesi ec. (3 ottobre 1823).


*    Diciamo volgarmente, e con eleganza scriviamo, senz’altro pensare, senz’altro dire o fare, senz’altro preparativo, senz’altra cura, senz’altro curarsene e simili, per senza nulla pensare, senza niun preparativo, niuna cura ec. Nelle quali frasi la voce altro ridonda e s’usa per pleonasmo, venendo insomma quelle locuzioni a dire senza pensare (anche il nulla è inutile qui, perché il senza privativo, unito a pensare, comprende il detto vocabolo, giacché chi non pensa, nulla pensa), senza preparativo, cura, (e qui pure sarebbe pleonastico il niuno, sebben s’usa, come il nulla nel caso sopraddetto) senza curarsene ec. Veggasi lo Speroni, solertissimo raccoglitore e larghissimo spenditore delle piú fine e piú varie e moltiplici eleganze di nostra lingua; nel Discorso o lettera del tempo del partorire delle Donne, che tiene il terzo luogo  (3588) fra’ suoi Dialoghi, Ven., 1596, p. 53, linea penultima. Or confrontisi questo mero idiotismo italiano e proprio tutto della lingua, e perciò elegante, collo stessissimo idiotismo usitato nella lingua greca ed attica da’ piú eleganti e studiati scrittori. Vedi Creuzer, Meletemata ex disciplina antiquitatis, par. I, Lips., 1817, p. 83, not. 62 e Platone nel Convito, ed. Astii, Lips., 1819, sqq., t. III, p. 472, B, v.1 e p. 532, v. 7. Ai quali esempi è anche piú conforme quello del Petrarca recato dalla Crusca alla voce Altro dalla canzone XVIII, 6, dove altra parimente e manifestissimamente ridonda, anzi pare affatto fuor di luogo e contraddittorio, come appunto in alcuni de’ passi greci che son da vedere ne’ luoghi accennati. E cosí