Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/151

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146 pensieri (4214-4215)



*    I francesi non hanno lingua poetica, perché hanno rigettata la lingua antica, perché non sopportano l’antico nel verso niente piú che nella prosa: e senza l’antico non vi può esser lingua poetica. I latini che ebbero pochissima antichità di lingua, perché il progresso della loro letteratura fu rapidissimo, e che rigettarono, ad eccezione di pochissime e piccolissime parti conservate nel verso, quella poca antichità che avevano, non ebbero lingua poetica propriamente, né avrebbero avuto dicitura e stile poetico se non avessero usato nella poesia costruzioni ardite, e nuovi significati e metafore di parole, che i francesi non sopportano nella loro1. Del resto l’avere i latini e i francesi, a differenza dei greci e degl’italiani, rigettata ne’ loro buoni e perfetti secoli l’antichità della lingua, venne, fra l’altre cose, dal non aver essi avuto nelle loro lingue antiche scrittori veramente sommi, a differenza dei greci, che ebbero Omero, Esiodo, Archiloco, Ippocrate, Erodoto ec., e degl’italiani, ch’ebbero Dante, Petrarca, Boccaccio, insomma (come i greci) la letteratura già stabilita, fissata e formata prima della lingua e della maturità della civilizzazione (Bologna, 12 ottobre 1826).


*    Istoria naturale. Curioso è l’osservare da quanto piccole, quanto disparate e lontane cause sieno determinate le assuefazioni e le  (4215) idee degli uomini le piú costanti, e le piú universali. La cosí chiamata istoria naturale è una vera scienza, perocch’ella definisce, distingue in classi, ha principii e risultati. Se la si dovesse chiamare storia perch’ella narra le proprietà degli animali, delle piante ec., il medesimo

  1. Notisi quindi che presso i latini ciascun poeta era artefice della sua lingua poetica; la lingua poetica dei latini era opera individuale del poeta, e se il poeta non se la facea non l'aveva: dove in italiano e in greco ella era cosa universale, e il poeta l'avea già prima di porsi a comporre. E da ciò forse può nascere l'abuso e la soverchia copia del verseggiare e dei verseggiatori ec. ec.