Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/437

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
428 pensieri (4493-4494)

sentimento di natura poetica, l’inalzar l’anima: al che si oppone direttamente quello stato di spregio ec., quel concetto, quel sentimento di se stessa, che la deprime (22 aprile 1829, Recanati). Vedi p. 4499-4515.


*    Indulgenza nelle città grandi verso le persone mediocri in qualunque genere, e verso i difetti e ridicoli (pur d’ogni genere) di queste e delle insigni (difetti che si perdonano in grazia de’ pregi, ed anche della semplice compagnia che quelle persone fanno) maggiore assai che ne’ luoghi piccoli; appunto al contrario di ciò che in questi si crede. ec. ec. (23 aprile)


*    Affumare, affummare - affumicare. Arsiccio, arsicciare, abbruciacchiare ec. Pallare-palleggiare. Che pallare per quassare, venga da πά‹λλω?


*    Pigna, dialetto marchegiano - pignatta, pignatto, pignattino ec. Vedi la p. 4498. Il diminutivo pignatta dimostra il suo positivo pigna.


*    Homme ec. distingué. Arrondi per rond.


*    Agli uomini paghi in buona fede e pieni di se, gli altri uomini sono quasi tutti amabili; li veggono volentieri, ed amano la lor compagnia. Perocché si credono stimati, ammirati, μακαριζομένους generalmente dagli altri; ché senza  (4494) ciò non sarebbero né pieni né paghi di se. Ora è naturale che chi è creduto ammiratore, sia amabile agli occhi di chi si crede ammirato. Perciò questi tali (che parrebbe dovessero essere sommi egoisti) bene spesso sono benevoli, compagnevoli, servizievoli molto, buoni amici. Talvolta anche modesti, per la piena e tranquilla certezza (la certa e riposata credenza) che hanno del loro merito (o di loro vantaggi qualunque,