Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2128

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[p. 66 modifica] gravi argomenti. Di fatti, chi ben guardi addentro la materia, non è forse vero che questo idioma non si formò già nelle corti, bensí in una repubblica tempestosa, nella quale esprimere l’energia de’ sentimenti popolari, non già fornire occorreva locuzioni temperate a gente placida o simulata. Da questa impronta originaria ricevette la lingua mentovata il privilegio d’essere per l’appunto in modo singolare sí acconcia a descrivere rivoluzioni politiche. Prefazione del signor L. di Sevelinges alla sua traduzione della Storia ec. di C. Botta, in francese, volgarizzata dal Cav. L. Rossi, Milano, Botta, Storia ec., 1819, 3a ediz., t. I, p. LXI-II.
La ragione qui accennata può servire in parte a spiegare il perché la lingua italiana scritta (dico la buona e vera ed antica lingua) si sia poco divisa dalla parlata, a differenza della latina e a somiglianza della greca (per esempio in Demostene). Oltre le altre cagioni da me notate sparsamente