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Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2683

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[p. 375 modifica] a scrivere, per erudito che egli si sia, possa mai conoscer perfettamente le fatiche ed industrie degli scrittori, né gustar la dolcezza ed eccellenza degli stili e quelle intrinseche avvertenze che spesso si trovano negli antichi.» Il medesimo, ivi, p. 79. Da quanto pochi adunque può sperar degna, vera ed intima e piena e perfetta stima e lode il perfetto scrittore o poeta! e per quanto pochi scrive e prepara piaceri colui che scrive perfettamente! Vedi p. 2796 (15 marzo. 1823).


*   «Né altro vuol dir il parlar antico, che la consuetudine antica di parlare; e sciocca cosa sarebbe amar il parlar antico, non per altro che per voler piú presto parlare come si parlava, che come si parla». Il medesimo, ivi, p. 64 (15 marzo 1823).


*   Quelques sages, épouvantés des vicissitudes qui bouleversent les choses humaines, supposèrent une puissance qui se joue de nos projets, et nous attend au moment du bonheur, pour nous immoler à sa cruelle jalousie (Herodot., I, 32, III, 40, VII, 46; Soph., in Philoct., v.789). Voyage d’Anacharsis, ch. 71, p. 136, t. IV (Roma, 26 marzo 1823). [p. 376 modifica]*   « L’excès de la raison et de la vertu, est presque aussi funeste que celui des plaisirs (Aristot., de mor., II, 2. t. II, p. 19).; la nature nous a donné des goûts qu’il est aussi dangereux d’éteindre que d’épuiser. » Même ouvrage, ch. 78. t. VI, p. 456 (29 marzo, Sabato Santo, 1823).