Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2803

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[p. 2 modifica] piú facile a logorarsi, anzi piú sicura d’andar col tempo a indebolirsi od estinguersi, anzi piú continuamente, inevitabilmente e visibilmente logorantesi in ciascuno individuo che la memoria? In somma se il nostro corpo è tutto in mano della fortuna, e soggetto per ogni parte all’azione delle cose esteriori, temeraria cosa è il dire che l’animo, il quale è tutto e sempre soggetto al corpo, possa essere indipendente dalle cose esteriori e dalla fortuna. Conchiudo che quello stesso perfetto sapiente, quale lo volevano gli antichi, quale mai non esistette, quale non può essere se non immaginario, tale ancora, sarebbe interamente suddito della fortuna, perché in mano di essa fortuna sarebbe interamente quella stessa ragione sulla quale egli fonderebbe la sua indipendenza dalla fortuna medesima (21 giugno 1823).


*    Altro è il timore altro il terrore. Questa è passione [p. 3 modifica]molto piú forte e viva di quella, e molto piú avvilitiva dell’animo e sospensiva dell’uso della ragione, anzi quasi di tutte le facoltà dell’animo, ed anche de’ sensi del corpo.