Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2983

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[p. 114 modifica] e non chiuda il poema, se non perch’ei vuol cosí, e per esser giunto alla meta ch’ei s’era prefisso, o perché ogni opera umana dee pure [p. 115 modifica]aver qualche fine, ma che, fuori di questo caso, egli avrebbe ancora e spirito e lena per seguire, senza pur posarsi, a correre ancora non interrottamente altrettanto e maggiore, anzi non determinabile spazio; e che l’opera sua riceva il suo termine, ma la ricchezza e copia della sua immaginativa non sia di gran lunga esaurita, anzi sia poco meno che intatta; e che il suo corso finisca, ma non il suo impeto.

E par che la natura ancor vergine dalla poesia (siccome vergine dalle scienze e dalla filosofia ec., che distruggono l’immaginazione e l’illusione ch’essa natura ispira) le somministrasse in quel tempo tanta copia d’immagini e sentimenti che non avesse quasi alcun fondo, e a rispetto di cui sembri povera e scarsa quella che i piú grandi poeti trassero poscia in qualunque tempo dalla natura già molto studiata e imitata (16-17 luglio 1823).


*    Alla p. 2974. Cervello (cerebellum), cerveau, cervelle da cerebrum. 1 Crivello (cribellum come flabellum da flabrum) diminutivo di cribrum. I francesi crible, gli spagnuoli

Note

  1. Vedi p. 3618.