Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3070

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[p. 167 modifica] parimente quanto al francese. S’é vero che nel cinquecento v’avessero cattedre di lingua italiana tra’ forestieri, come dice Alberto Lollio, esse erano, cred’io, le uniche dove s’insegnasse lingua moderna forestiera né nazionale, né mai vi fu cosa simile in Italia per nessun’altra lingua moderna (eccetto forse in Propaganda di Roma) fino a questi ultimissimi tempi (v’é ora qualche cattedra di lingua moderna in Italia? Dubito assai: di lingua italiana? dubito ancor piú). È noto poi che la letteratura e lingua spagnuola nel suo secolo d’oro, che fu il cinquecento, come per noi, si modellò in gran parte sull’italiana, colla qual nazione la Spagna ebbe allora pur troppo che fare (30 luglio 1823). [p. 168 modifica]


*    Benedetto Buommattei nell’Orazione delle lodi della lingua toscana detta da lui l’anno 1623 nell’Accademia Fiorentina (Vita del Buommattei in fronte alla sua grammatica, edizione Napoli, 1733, p. 22, principio), verso il fine, cioè nella succitata Raccolta di Torino, p. 299, fine - 300, e appié della sua grammatica, edizione cit., p. 273, fine, dice della universal