Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3482

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[p. 413 modifica] benché la stima di se stesso (come anche l’amore, secondo che altrove s’è dimostrato) abbia in un medesimo individuo ora il piú ora il manco, secondo diverse circostanze e cagioni. Del resto, puoi vedere la p. 124, 3108-9 e 3167-9. Questo che io dico dei vecchi egoisti si può applicare ai fanciulli, egoisti estremi, ignari ancora dell’eroismo, perché niuno gliene ha parlato, e nondimeno vaghi di molte piccole glorie, come di star male o di farlo credere, perché si parli di loro nella famiglia e per aver qualche somiglianza cogli adulti, alla quale aspirano generalmente e continuamente, in mille cose, solo per vanità o vogliamo dire ambizione ec. Vedi l’Alfieri di sé che facea gli esercizi militari da [p. 414 modifica]piccolo (20 settembre, vigilia della festa di Maria Santissima Addolorata, 1823).


*   Ne’ tragici greci (cosí negli altri poeti o scrittori antichi) non s’incontrano quelle minutezze, quella particolare e distinta descrizione e sviluppo delle passioni e de’ caratteri che è propria de’ drammi (e cosí degli altri poemi e componimenti) moderni, non solo perché gli antichi erano molto inferiori a’ moderni nella cognizione del cuore umano, il che a tutti è noto, ma perché gli antichi né valevano gran fatto nel dettaglio, né lo curavano, anzi lo disprezzavano e fuggivano, e tanto era impropria degli antichi l’esattezza e la minutezza quanto ella è propria e caratteristica de’ moderni. Ciò nel modo e per le ragioni da me spiegate altrove.

Oltre di ciò i moderni ne’ drammi vogliono interessare col mettere i lettori o uditori in relazione coi personaggi di quelli, col far che i lettori