Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3539

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[p. 13 modifica] e l’intelletto dal pensiero, dalla considerazione, dalla contemplazione, per cosí dire, e dalla vista di quel pericolo medesimo, a cui ella è tutta intenta di riparare, ed al qual solo ella è rivolta. Essa occupa tutto l’animo, essa è cura di provvedere al pericolo; ed occupando tutto l’animo [p. 14 modifica]non gli lascia luogo a considerare il pericolo per se stesso semplicemente. Egli è quasi impossibile a un uomo o ad un vivente il trovarsi in un gran pericolo, conosciuto e considerato come tale, e affissandosi in esso col pensiero senza distrazione alcuna, e pienamente e semplicemente, comprendendolo per se stesso e considerandone e rappresentandosene, sia colla fantasia o anche col solo intendimento e ragione, tutta la qualità e la grandezza, e il danno che seguirebbe dal suo tristo esito, e riguardando questo come gran danno realmente, contuttociò non temere, e restare in perfettissima indifferenza e calma interiore ed esteriore.

Quel che ho detto sin qui del coraggio e del timore nel pericolo, cioè nel dubbio del danno futuro, si applichi proporzionatamente al coraggio e al timore che hanno luogo nella certezza del danno futuro imminente, o piú o men prossimo. E intendo