Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3638

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[p. 78 modifica] il fine. Altrettanto e piú dicasi intorno alla lingua valacca, che non è stata mai per niun modo, neppure indiretto, influita da niuna letteratura, ch’io sappia (9 ottobre 1823). [p. 79 modifica]*    Alla p. 3575. Ond’è tanto piú forte, anzi fortissimo l’argomentare ch’io fo dallo spagnuolo (da’ participii spagnuoli ec.) all’antico latino. Vedi la p. 3586 e il pensiero antecedente (9 ottobre 1823).

*    Léser o lézer da laesus di laedo (9 ottobre 1823).

*    Primus in orbe deos fecit timor. Intorno a ciò altrove. Or si aggiunga, che siccome quanto è maggior l’ignoranza tanto è maggiore il timore, e quanta piú la barbarie tanta è piú l’ignoranza, però si vede che le idee de’ piú barbari e selvaggi popoli circa la divinità, se non forse in alcuni climi tutti piacevoli, sono per lo piú spaventose ed odiose, come di esseri tanto di noi invidiosi e vaghi del nostro male quanto piú forti di noi. Onde le immagini ed idoli che costoro si fabbricano de’ loro Dei, sono mostruosi e di forme terribili, non solo per lo poco artifizio di chi fabbricolle, ma eziandio perché tale si fu la intenzione e la idea dell’artefice. E vedesi questo medesimo anche in molte nazioni che, benché lungi da civiltà, pur non sono senza cognizione ed