Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3725

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[p. 133 modifica] da quella del perfetto, la cui ragion si vede, e comparato col qual perfetto e in ragione di lui, esso supino non è anomalo ec. ec., e il voler piuttosto che l’anomalia del supino sia casuale ec. (18 ottobre 1823). Vedi p. 3732.


*    Alla p. 3687. Quando però n’hanno alcuno. Giacché grandissima, e forse la maggior parte de’ verbi in sco, non hanno né perfetto né supino alcuno e niuno gliene attribuiscono i grammatici. Altra prova che niun di loro abbia perfetto né supino proprio. Voglio dire che niun l’abbia oggidí, e avendolo, non sia il [p. 134 modifica]proprio. Giacché anticamente l’ebbero, e proprio, ma diverso da quel che hanno oggi (se l’hanno), e diverso da quel che conviene o converrebbe a’ lor verbi originali, e da quel d’essi verbi (se esistono ed hanno perfetto e supino), e regolare ec., come s’è dimostrato con noscitus, nascitus ec., p. 3690-3692, 3758. Siccome pur n’è una gran prova, che tutti i verbi in sco, i cui originali si conoscono, se hanno perfetto e supino (o l’un de’ due solamente, come spesso accade) che per significato sia loro, o che da’ grammatici lor venga attribuito, questo perfetto e questo supino non è mai, quanto alla material forma, diverso né altro da quello de’ detti originali, di qualunque coniugazione si sieno questi ultimi. La quale osservazione conferma l’altra parte della mia proposizione (anzi la dimostra, si può dire, affatto) cioè che tutti i perfetti e supini dei verbi in sco che gli hanno,