Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4037

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*    Εὐθὺς ἐν ἀρχῇ τῶν λόγων. Luciano, Opera, 1687, t. I, p. 861: del che altrove (28 febbraio 1824).


*    Alla pag. precedente. Qua spetta quel luogo del Guicciardini, lib. 6o, t. II, ed. Friburgo, p. 74. Ai Veneziani [p. 414 modifica]non pareva piccola grazia se non fossero molestati dagli altri. Cioè semplicemente non fossero molestati. Quel dagli altri ha relazione ai veneziani medesimi, e vale insomma da nessuno, cioè infine ridonda affatto. Questo modo è ordinarissimo massime nel dir familiare. Cosí diciamo l’amicizia altrui, la conoscenza altrui, le offese altrui e simili frasi, dove l’altrui ha relazione a colui solo di cui si parla, sia persona o cosa, cioè in somma ridonda. E cosí mill’altre frasi. E cosí credo che sia anche in greco e in latino1 ed altresí in francese e spagnuolo, le quali due lingue si osservino ancora circa gli altri modi notati di sopra ed altrove a questo proposito ec. (29 febbraio, domenica di Quinquagesima, 1824).


*    Halo ai avi atum - halitans, alitare (verbo e sostantivo, ossia infinito sostantivato), haleter. Vedi gli spagnuoli e il glossario ec. (29 febbraio, 1824).


*    Lino linis, livi, et lini, et levi, litum per linitum. Osservisi questo verbo quanto alla sua coniugazione che mi par faccia a proposito d’altri miei pensieri. Ed osservisi ancora insieme con esso il suo compagno linio is ivi linitum, coi composti ec. dell’uno e dell’altro (29 febbraio, 1824). Alo alis alui alitum altum alere.


*    Osado o ossado per che osa, ardito per che ardisce (aggettivati), hardi ec., atrevido per quien se atreve presente, anch’esso aggettivato: e simili (29 febbraio, domenica di Quinquagesima, 1824).


*    Parrebbe che gli uomini sciolti, franchi nel conversare, e massime gli sprezzanti, avessero piú amor proprio degli altri e piú stima di se, e i timidi meno. Tutto al contrario. I timidi per eccesso di amor proprio [p. 415 modifica]e per il troppo conto che fanno di se, temendo sempre di sfigurare e perdere la stima altrui o desiderando soverchiamente di acquistarla e di figurare, hanno sempre innanzi agli occhi il rischio del proprio onore, del proprio concetto, del proprio amore, e, occupati e legati da questo pensiero, sono senza coraggio, e non si ardiscono mai. I franchi e gli sprezzanti fanno al contrario

Note

  1. Vedi, per esempio, Lucrezio, l. II, v. 9.