Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4124

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[p. 46 modifica] ed. Pisa, 1818, p. 98 (6 febbraio, domenica penultima di Carnevale, 1825).


*    Ἔξω per eccetto. Longino, sect. 34 (8 febbraio 1825). ἐκτὸς. Plat., Gorg., p. 328, D; Opera, ed. Astii. Αὐτίκα per luego ec. Procopio Gazeo, Prooem. scholior. in 1 Reg. in Meurs., Opera, t. VIII (11 febbraio 1825). Platone, Gorg., p. 322, D, 354 A.; Opera, ed. Astii.


*    Corpusculum per corpus, sebbene con qualche significanza diminutiva o dispregiativa. S. Girolamo, ap. Menag. ad Laert., VI, 38 (13 febbraio, ultima domenica di Carnevale, 1825).


*    A proposito di quello che altrove ho detto (p. 4120-1) della opinione avuta da tutti i secoli (e cosí dalle nazioni) anche i piú barbari, di essere superiori in civiltà, in perfezione, anche in letteratura (benché ignorantissimi), a tutti i secoli precedenti, e a ciascun d’essi, anche civilissimo e letteratissimo, vedi un bel luogo del Petrarca, citato e tradotto elegantemente da Perticari nel Trattato degli scrittori del Trecento, lib. I, capitolo 16, p. 92-93 (14 febbraio 1825).


*    Ἐξ ἀρχῆς per rursus, appunto come noi da capo (che altrimenti si disse πάλιν ἐξ ἀρχῆς). Vedi Flegone, de Mirabil., c. 1, ap. Meurs., Opera, t. VII, col. 81, lin. 32-3, 62. Dissero i nostri antichi anche di ricapo. Vedi anche Arrianus Alexandrinus, l. V, c. 28, § 14. Dissero ancora αὖθις ἐξ ἀρχῆς, come ha lo stesso Arriano [p. 47 modifica], l. V, c. 26, §.6, ovvero ἐξαρχῆς unito, come in Demostene αὖθις ἐχαρχῆς. Tusano (15 febbraio, ultimo di Carnevale, 1825). Vedi le mie Observationes a Flegone, loc. cit.


*    Altro ridondante. Ricordano Malespini, Cronica o Storia Fiorentina, ed. Fir., 1816, di Vincenzio Follini, p. 219, nota 2, al capitolo 12. Ora incomincieremo a dire delle divisioni grandi le quali vennono in Roma tra il popolo minuto e gli altri maggiori (cioè i grandi, gli ottimati, i reggenti) di Roma. Appunto alla greca (17 febbraio, primo giovedí di Quaresima, 1825).


*    Σωμάτιον per σῶμα. Apollon. Dyscol., Histor. commentit., c. 3, due volte, dove anche due volte σῶμα indifferentemente e col senso stesso (17 febbraio 1825).


*    Anche i greci dissero (almeno in tempi alquanto bassi) ὠτάριον auricula per οὖς auris. Vedi Apollon. Dysc. l. c., c. 28, ex Aristot. Vedi anche lo Scapula in ὠτάριον e ὠτίον. Vedi pure il glossario se ha nulla (17 febbraio 1825).


*    Le prime sillabe di chri-stianisme e di cry-pte si pronunziano al modo stessissimo. Perché dunque sí diversamente scrivonsi? Ciò non accade certo in italiano (dove, eccetto alcuni pochissimi casi in cui si scrive diversamente per distinzione, come ho, - o, quel che è diversamente scritto, diversamente sempre si pronunzia, e viceversa) e non è da credersi che accadesse né in latino né in greco. Questo è un altro dei principali difetti