Pensieri e discorsi/La messa d'oro/II

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II.


Io vorrei essere più lontano dalla fede nel Cristo, che quel Maggiore ebreo, per assistere con più significazione e non meno venerazione che gli altri, a un’altra messa, tra pochi giorni, il due di giugno! [p. 282 modifica]E vorrei avere la voce assai dolce per dire, “Venite anche voi!„ a quelli che non hanno fede e non conoscono misteri; per dire ad essi: “Non vogliate usare da sola la ragione, che voi non potete isolare da tutto ciò che costituisce la nostra umanità! Venite con me! Vorreste voi negarvi a vedere e godere il sole che nasce o il sole che muore, perchè voi non credete che egli nasca o sorga, e muoia o cada, e anzi sapete per certo che è la terra la quale girando incontra quei raggi e si nasconde a quella luce? Venite a una cosa bella, a una cosa che fa bene al cuore. Questa messa è d’oro; sì, come una bell’alba; come, anzi, un puro tramonto... „

E vorrei avere la voce ben alta per trovare, più lontano, tra le leghe dei mietitori che si preparano a non mietere, i compagni, i miei compagni d’un tempo, e dire ad essi: “Venite anche voi, a messa, o compagni: a questa messa!„ E a un loro moto di selvatico dispetto, soggiungere: “Non è già vostro nemico il falegname di Nazareth, il martire del Golgotha„. E alla loro risposta “Non lui, sì i preti suoi che lo falsano„, rispondere: “Ma chi dirà questa messa, in cinquanta anni di sacerdozio mai non mancò ai precetti del Cristo, e sempre dall’alto ripetè fedelmente il suo sermone della montagna. Egli elevò sempre l’anima su tutte le bassure, e sempre distese le mani su tutte le sventure! È la messa, questa, d’un buon vecchio lavoratore. Venite!„

E vorrei avere la voce molto forte per fare balzar su da ogni parte d’Italia tutti quelli che all’Italia hanno consacrato il pensiero, l’azione, la vita, dai veterani, se ancora ne sorvivono, che siedono desolati, ai giovinetti, se ancora ne rinascono, che leggono [p. 283 modifica]con taciti sussulti i libri delle nostre battaglie; e dire a tutti: “Venite a questa messa italica!„; e se esitassero, gridare: “Sono ammesse le bandiere tricolori! Le trombe del nostro riscatto squilleranno alla elevazione! All’ultimo, il celebrante benedirà le corone dei martiri nostri!„

E vorrei avere la voce divina, quella che scopre le tombe e fa levare i morti, per portare avanti gli intransigenti e intolleranti che vi fossero, tra gli austeri ricusatori della fede e i fieri lottatori di classe e i memori difensori della patria, la testimonianza rediviva del gran morto di quel due giugno; e dire a lui: “Non è egli un, come tu dicesti d’un altro, vero prete di Cristo? O generale, questa tua Italia, egli la ama anche nella sua miseria, la segue anche nel suo esilio, la solleva caduta, la consola disperata: terge il sudore e le lagrime ai suoi lavoratori raminghi, riscatta dalle infernali officine i suoi nudi piagati famelici bambini venduti... „

E sopraverrebbe colui che qui in Pisa parve uscire dal mistero per entrare nella morte, sopraverrebbe dalla sua immortalità, a dire: “Più di mezzo secolo fa, nel mio esilio di Londra, io denunziai la tratta dei bianchi, e biasimai il clero che potrebbe, volendo, impedirla... „ E tutti e due, quel volto di leone calmo, in cui è dipinta l’azione, e quell’altro volto che sembra fatto di solo pensiero, s’inchinerebbero avanti il prete che volle redimere e redense.