Rapida fugge qual saetta a volo
Del gonfio Arno la torba onda spumante,
E il notturno fragore alto mugghiante
Minaccia in Flora e l’uno e l’altro molo.
Io che d’egregio ponte (al mondo solo
Sempre assetato e ognor digiuno amante)
Giaccio alla destra coscia e sto vegliante,
Con finti sogni il non dormir consolo.
E mi par, dolce mia diletta speme,
Che tu pian pian mi sii venuta al fianco.
Stendo la man com’uom che trema e teme.
Te non ritrovo, eppur te stringo, ed anco
Deluso insisto; insano e accorto insieme,
Poichè da te in persona avrei pur manco.