Parve infida, o se il vuoi la man pur l’era
E il labbro quasi il dì che, entrambo audaci,
Furar tentando ad altra donna i baci
Troppo allargavan la letizia mera;
Ma l’intelletto, il cor, l’anima intera,
I sensi stessi, del piacer rapaci,
No, non peccaro, il giuro: e se mendaci
Fosser miei detti, ogni mio carme pera.
E quand’anco tu fede a me negassi,
Vita mia, te prezzando, in te sol credi,
Ch’io d’altra i baci dopo i tuoi bramassi?
Chi dopo il mel l’assenzio appetir vedi?
Tuo dardo è il sol che oltre mia gonna passi,
E mi dai vita più quanto più fiedi.