Odo un suon: ma ben l’odo o vanegg’io?
Orecchio ascolta, ogni tua fibra tendi.
«Crescemi in cor dei versi il bel desio,
«Che tu qual nuovo Apollo in me l’accendi».
O voce ch’or tai note all’aure aprio,
Deh, con qual possa all’anima mi scendi!
«Ma ch’io segua il tuo volo invan pretendi,
«Che manca ingegno e lena al voler mio».
Scevra tu d’ali onde seguir mio volo?
Donna, che dici? E non son tue quest’ali
Su cui (s’io m’alzo) Amor m’innalza ei solo?
I carmi miei son tuoi; tu innanzi sali.
Me spicca Amor dal serpeggiante stuolo:
Ei di suo mette l’arco, e tu gli strali.