Un vecchio alato, e una spolpata donna,
Su me scagliarsi, ambo di falce armati,
Veggio; e maligni, orribilmente irati,
Struggere a gara la mortal mia gonna.
La mente sola, quasi alta colonna,
Tutti munìta di se stessa i lati,
Va combattendo contro i duo spietati,
Nè mai nel far lor onta e danno assonna.
Tu, che di marmi e bronzi invido il dente
Pasci; e tu, sorda, il cui ferir pareggia,
Qual tronca messe, ogni alto e ogni umil ente;
Dell’Oblío vostra prole, entro la reggia
Tentate indarno imprigionar mia mente,
Che sovra voi già vincitrice aleggia.