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21 giugno 2022
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Da definire
O tu, nella sublime opra d’Apelle,
Di mano e in un di nome egregio Fabro,
Che in quattro tele già il mortal mio labro
Vivo tramandi a molte età novelle;
Ben è dover che a posta mia ti abbelle,
A te volgendo (s’io di lor son fabro)
L’onor de’ Carmi a meritarsi scabro,
Alta eterna mercè dell’arti belle.
Ambo noi contro al saettar d’Oblío
Spinge d’arme diversa armati in campo,
Nobil motor, l’almo Apollineo Dio:
Dunque al dente degli anni un doppio scampo
S’abbia il tuo Colorir dal Cantar mio,
Poichè le rime han men fugace il lampo.