Povero, e quasi anco indigente, or vuoi
Ch’io pur diventi, o ingiusta Sorte? e sia:
Fammi anche infermo: e serbami a la ria
Esul vecchiezza, ed ai fastidj suoi:
Non perciò tor me stesso a me tu puoi;
Che il durar contro a’ guai gloria mi fia.
Sol v’ha tre strali, a cui nè lieta pria
Mi avresti avvezzo mai, nè avversa poi:
L’onor piagato, che di morte è scoglio;
Libertà, non che tolta, anco scemata;
E di perder mia Donna il fier cordoglio.
All’Onor sopravvivere, bennata
Alma non deggio: a Libertà, nol voglio:
Non posso sopravvivere all’Amata.