Del dì primier del nono lustro mio
Già sorge l’alba. Ecco, prudenza e senno
Siedonmi al fianco; e in placid’atto e pio,
A una gran turba di sgombrar fan cenno.
Le audaci brame, e l’ire calde, e il brio
Giovenil, che all’errar norma mi dienno;
Ed altri ed altri i di cui nomi oblio,
Tutti or dan loco: ed obbedir pur denno.
Ma, nè pur segno di voler ritrarsi
Fanno due alteri, il cui tenace ardore
Par che col gel degli anni osi affrontarsi:
Poesia che addolcisce e innalza il core
Vuol meco ancor, scinto il coturno, starsi;
E, sotto usbergo d’amistade, Amore.