Un Vecchio, in bianca veste alto splendente,
Con un certo suo mite arguto viso,
Che già pria di parlar m’ha il cor conquiso,
Mi apparisce e favellami repente.
Se’ tu quell’uno, il cui desìo cocente
Dai molti uomini il tiene ognor diviso?
Quei, che in me il guardo umile-altero hai fiso,
Nè laude vuoi di coetanea gente?
Di vergogna e stupore un rossor misto,
A tai detti, la guancia a me tingea,
Sì che il risponder mio fu d’uom sprovvisto.
Quando pensieri Amore in cuor mi crea,
Padre, è ver che al dettato io non resisto,
E scrivo: io n’ho la colpa, ed altri il fea.