Achille mio, perchè con guizzi tanti,
Baldo e festoso intorno a me saltelli;
E con que’ tuoi pietosi allegri pianti,
Lagrime a me di gioja anco disvelli?
Forse il sai tu, che verso gli occhi belli
D’amore a un tempo e di virtù raggianti,
Or ci affrettiamo noi, quai volan snelli
Per l’aure augei di loro spose amanti?
Ah! sì; tu il sai: la già calcata via,
Ha dieci lune; il non posar noi mai;
E l’insolita in me nuova allegria;
Tutto a te il dice; e ne sei certo omai.
Quindi or tua lingua dire a me vorria:
La donna nostra infra otto dì vedrai.