D’arte a Natura ecco ammirabil guerra;
Quasi infuocato razzo a vol lanciarsi
Un globo immenso, e nell’aere librarsi,
Portando al ciel due figli della terra.
Amor che l’intelletto a’ suoi disserra,
Veggio turbato invidïoso starsi
Del non aver fatt’ei di vanni armarsi
Uom, che dal nostro carcere si sferra.
Desío di prisca libertade, è fama,
Ch’ali impennasse al volator primiero:
Gloria i due, ch’or qui veggio, al volo chiama.
Duolmene, Amor; ch’era da te il sentiero:
Tu dovevi inspirar sí audace brama;
Tu Leandro guidar per l’aure ad Ero.