Lasso! che mai son io? che a lento fuoco
Già mi consumo, e appena appena io vivo
Tosto che m’ha della mia donna privo
La sorte, ancor che sia (spero) per poco?
Debile canna ondeggio ai venti giuoco;
Or temo, or bramo, or vado, or penso, or scrivo;
Ma il fin di tutto è ognor di pianto un rivo,
Voler, poi disvoler, nè aver mai loco.
Or dico: Ardir, mio core; altrui se’ caro:
Acquetati. — Che giova? (ei mi risponde)
Viver senz’essa è più che morte amaro.
Medica man pietosa, alle profonde
Mie piaghe è tardo, è vano ogni riparo,
Se a me il destin per breve ancor ti asconde.