Agil pié che non segni in terra traccia,
Sì lieve lieve, in mille guise elette,
Armonïose scaltre carolette,
Intrecci, onde ogni cuor vinto si allaccia;
O sia tu spicchi un breve vol, che faccia
Intorno intorno tremolar le aurette;
O sien tue mosse al suolo in se ristrette,
Fervide e triste, ch’una l’altra caccia:
A tue bell’arti campo esser vorria,
Non venal palco infra inesperto coro,
Ma verde piaggia, ove smaltato pria
Natura avesse di vermiglio e d’oro.
Il gran Giove mirarti ivi dovria
Danzar fra le tre Grazie, e vincer loro.