So che in numero spessi, e in stil non rari,
Piovon tuttor dalle italiane penne
Lunghi e freddi sospir d’amor volgari,
Per cui, da Laura in poi, niun fama ottenne.
E, fra il nembo densissimo perenne,
So che i miei non saran certo più chiari:
Ma so, che nè in pensiero a me pur venne
Di far, ch’altri per lor mio nome impari.
Sol, se queste mie rime un dì verranno
D’alma che sia d’amor verace schiava
Ad ingannare, o interpretar l’affanno;
Che la mia donna ogni alto onor mertava,
Spero, i pochi amatori allor diranno;
Ch’io, se non altro, ardentemente amava.