Tempo già fu, cor mio, ch’ambe le chiavi
Tenea di te ben nata cortesia;
Gentil costume, alto pensar ne uscia;
Amor, fede, amistà dentro albergavi.
Ahi vil! qual veggio or di ferrate travi
Dura porta a virtù chiuder la via?
Qual starvi a guardia macilente Arpia,
Che dà sol varco a desir bassi e pravi?
E in van pietade, amor, gloria, vergogna,
Lor caldi strali saettando vanno
In lei che mai non dorme e sempre sogna?...
Cor mio, tu schiavo? e del peggior tiranno?
Deh, cessa. Ad uom, che viver franco agogna,
Serve ricchezze libertà non danno.