Ah! tu non odi il sospirar profondo,
Il parlar rotto, i flebili lamenti,
Onde avviemmi che in vano al core io tenti
Scemare in parte di sue doglie il pondo!
Me tu non vedi, allor ch’io ’l petto inondo
Di duo rivi perenni al suol cadenti.
Oh, se mai mi vedessi!... E con quai stenti
Questo fero mio stato a ogni uom nascondo!
Ciò tu non sai; che il Sole almo dal cielo
Non sa che iniqua nebbia i fiori adugge,
Cui vede alteri ognora in loro stelo.
Così il martír, che me consuma e strugge,
Nol sai, se in meste rime io nol rivelo;
Che al tuo apparire ogni mio duol sen fugge.