Cessar io mai d’amarti? Ah! pria nel cielo
Di sua luce vedrai muta ogni stella,
Lo gran pianeta, che ogni cosa abbella,
Ingombro pria vedrai d’eterno velo:
Pria verran manco, al crudo verno il gelo,
Erbette e fiori alla stagion novella,
Al mio signor faretra, arco, e quadrella,
Giovinezza e beltade al Dio di Delo.
Cessar d’amarti? o mia sovrana aita,
Di’, non muovon da te l’aure ch’io spiro?
Fonte e cagion non mi sei tu di vita?
Principio e fin d’ogni alto mio desiro,
Finchè non sia da me l’alma partita,
Tuo sarà, nè mai d’altra, il mio sospiro.