Rime varie (Alfieri, 1912)/CLXXXVI. Piaceri della solitudine

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CLXXXVI. Piaceri della solitudine

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CLXXXVI. Piaceri della solitudine
CLXXXV. Difficoltà dell'apprendere il parlar toscano CLXXXVII. Conforta la Signora a sopportare coraggiosamente la povertà

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CLXXXVI.1

Piaceri della solitudine.

Tutte no, ma le molte ore del giorno,
Star solo io bramo; e solo esser non parmi,
Purché il pensier degnando ali prestarmi
4 M’innalzi a quanto a noi si aggira intorno.
Or l’ampio Ciel d’eterne lampe2 adorno,
Or di man d’uomo architettati marmi,3
Or d’alti ingegni industrïosi4 carmi;
8 E l’ulivo, e la rosa, e l’ape, e l’orno,
E il monte, e il fiume; e i tempi antichi e i nostri
E l’uman core; e del mio core istesso5
11 I piú segreti avviluppati chiostri:6
Cose, onde ognora in mille forme intesso7
Norma, che fida il ben oprar mi mostri;
14 Fan che in me noja mai non trovi accesso.


Note

  1. Nel ms.: «23 agosto, in Boboli».
  2. 5. D’eterne lampe, di eterni splendori.
  3. 6. Architettati marmi, chiese, monumenti, palazzi.
  4. 7. Industriosi, abili, ben congegnati.
  5. 9-10. Il Leopardi, nell’Infinito:
    ... E come il vento
    Odo stormir tra queste piante, io quello
    Infinito silenzio a questa voce
    Vo comparando; e mi sovvien l’eterno
    E le morte stagioni, e la presente
    E viva, e il suon di lei.
  6. 11. Chiostri, misteri, recessi.
  7. 12. Intesso, stabilisco, determino.