Saggio di rime devote e morali/Quale appunto conchiglia in su gli albori

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Quale appunto conchiglia in su gli albori

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Trema, o Satan, l'eccelsa Donna, ond'hai Mentre l'iniquo fraudolente Erode
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QUale appunto conchiglia in su gli albori
     Del sereno mattin le ruggiadose
     Stille raccoglie, e i congelati umori
     4Cangia in candide perle preziose;
Perchè nel dì, scopo de’ dolci amori,
     Fansi d’averne alto piacer le Spose,
     Ornandosi di lor fra ameni odori
     8Di gelsomini, e di vermiglie rose;
Tale è colui che i santi detti ascolta:
     Il divino parlar volgendo in mente,
     11I costumi suoi rei cambia, o riforma;
E l’alma allora che ne’ vizj avvolta
     Fu lungo tempo, alla virtù possente
     14In sè si muta, e nuova prende forma.