Sonetti burleschi e realistici dei primi due secoli (1920)/XXIII. Tenzoni di rimatori perugini/II. Tenzone tra ser Marino Ceccoli e Ceccolo

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II. Tenzone tra ser Marino Ceccoli e Ceccolo

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II. Tenzone tra ser Marino Ceccoli e Ceccolo
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II

TENZONE TRA SER MARINO CECCOLI
E CECCOLO


I — SER MARINO
Esorta Arezzo a pentirsi se vuole schivare l’estrema rovina.

Quomodo sola sedes, cittá artina,
vedova donna dei tuoi bei tribute!
Pianger ti veggio e chiamare aiute,
4ma ’l gran pastore ogni tuo varco spina.
Conviente al certo la final ruina
portarla in pace co’ tuo’ signor ghiute,
qual per piú tempo sforzare hón volute
8cittá e castella ed amistá vicina.
Gerusalem Gerusalem, giudeo
Arezzo, dir ti puoi coi tuoi Tarlate:
11convèrtete tosto al tuo signor Deo;
non aspettare el fin de’ dir’trattate,
qual si fan contra te al tempo giusto,
14per rifrenare el tuo pensiere ingiusto.
E tosto vederai la chiara ensegna:
sovre dei sasse star l’uccel grifone,
e, con la spada in man, Ner’d’Uguccione.

2 — CECCOLO
Dopo la caduta dei Tarlati, possa Perugia dominare l’universo.

Sovra di tutt’e ogni cittá regina,
ben per soverchia sovrana salute
divina Sapienza ha provvedute
4l’eccellente sue guardie a che non fina;

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onde superbia alquanto s’inchina
per glie gravose colpe recevute,
i qual di giorno in giorno procedut’è,
8poi che licenza concessa fu pina.
Non renderá’ piú trebutario feo
a Tartina cittá né ai sasse orate,
11i qual, disposta signoria, piú reo
dal possente signor son condannate;
santa Giustizia, fa’ sentir lor gusto
14di novi tormenti e anco di combusto.
O alta maiestá tanto benegna,
reai dono dá a Pròsa il confalone,
che regga l’universo col leone.