Vai al contenuto

Stavasi il Re che all'Universo impera

Da Wikisource.


Link alla raccolta Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni Arcadi più celebri/Giuseppe Ercolani


[p. 157 modifica]

XXI[1]


Stavasi il Re che all’Universo impera
     Sovra celeste lucidissim’arco.
     E’l Ciel sereno e d’ogni nube scarco
     Facea d’intorno con la vista altera:
5Quando in sì nova alta immortal maniera
     Giunse Maria, ch’ogni confronto è parco
     E con la Luna al piè curvata in arco
     Di se fe’ lieta la superna schiera.
Al suo venir sorse il gran Dio dal trono,
     10E disse: ecco la Bella, in cui, siccome
     In proprio nido, mia pietà ripono:
E questa sol, come sovrana e come
     Maggior di quante unqua saranno e sono,
     Vo’ che assoluta arbitra mia si nome.


Note

  1. ↑ Sopra l’Assunzione di N. D. Si allude al detto del Cartusiano Art. 15. in Cant. Largitrix post Deum universorum... per manus ipsius dare disposuit Deus quicquid nobis gratia tribuit.