Supplemento alla Storia d'Italia/C

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
C - Bonaparte spedisce al Direttorio il trattato conchiuso con Venezia, e lo giustifica: fa quindi un quadro degli affari d’Italia

../XCIX ../CI IncludiIntestazione 22 ottobre 2009 75% letteratura

C - Bonaparte spedisce al Direttorio il trattato conchiuso con Venezia, e lo giustifica: fa quindi un quadro degli affari d’Italia
XCIX CI



[p. 196 modifica]

Dal Quartier Generale di Montebello, 30 Fiorile anno 5

(19 Maggio 1797)


C - Al Direttorio esecutivo.


Voi troverete qui annesso il trattato che ho conchiuso con Venezia, in conseguenza del quale cinque a sei mila uomini sotto gli ordini del General Baraguay d’Hilliers han dovuto prendere il giorno 27 possesso della città. Ha avuto molti fini nel conchiudere questo trattato.

1. Di entrar nella città senza difficoltà; aver l’Arsenale e tutto in nostro possesso, e poterne estrarre tutto ciò che ci conviene, sotto il pretesto dell’esecuzione degli articoli segreti.

2. Di trovarci in grado, se il trattato di pace con l’Imperatore non fosse eseguito, di riunire a noi, e [p. 197 modifica]volgere a nostro vantaggio tutti gli sforzi del territorio Veneziano.

3. Di non attirare su di noi quella specie di odiosità, che risulta dalla violazione de’ preliminari relativi al territorio Veneto, e nello stesso tempo di somministrar pretesti, e facilitare la loro esecuzione.

4. E in fine di mitigare tutto ciò che potrebbe dirsi in Europa; poichè così è avverato, che mettere guarnigion francese in Venezia non è che un’operazione provvisoria, e un atto di protezione sollecitato da Venezia stessa.

Il Papa è gravemente ammalato, ed ha 83 anni. Alla prima nuova che ne ho ricevuta, ho fatto riunire tutti i miei Pollacchi in Bologna da dove li farò avanzare sino ad Ancona. Qual condotta dovrò io tenere, se il Papa morirà? Genova chiede ad alta voce la democrazia: il Senato m’indirizza deputati per iscandagliare le mie intenzioni, è molto possibile che tra dieci o dodici giorni l’autocrazia di Genova subisca la stessa sorte che quella di Venezia. Allora vi sarebbero in Italia tre Repubbliche democratiche, le quali non potrebbero in questo momento esser riunite, che con grandissima difficoltà, e perchè son naturalmente divise dagli stati di Parma, e dell’Imperatore, che vi si framezzano, e per l’infanzia in cui sono ancora gl’Italiani; ma la libertà della stampa, e gli avvenimenti futuri non mancheranno di riunire queste tre Repubbliche in una sola.

1. La Repubblica cisalpina, che comprende la Lombardia, il Bergamasco, il Cremonese, il Modanese, Massa-Carrara, la Garfagnana, il Golfo della Spezia, e forma una popolazione di un milione e ottocento, a novecento mila abitanti.

2. La Repubblica cispadana, che contiene il Bolognese, il Ferrarese, la Romagna, Venezia, Rovigo ed una parte del Trevigiano, e le Isole dell’Arcipelago, e forma una popolazione di un milione e seicento, a ottocento mila abitanti.

3. La Repubblica Ligure composta de’ Feudi Imperiali, di Genova, e degli Stati genovesi, eccetto il Golfo della Spezia. [p. 198 modifica]

Gli Stati del Duca di Parma, e que’ del Re di Sardegna non tarderanno ad insorgere; intanto io farò tutto quello che mi è possibile per sostenere il Duca di Parma, e il Re di Sardegna. La Repubblica Cisalpina, e la Cispadana difficilmente si riuniranno, di modochè se l’Imperatore acconsente a lasciar la Marca Trevigiana, e il Polesine di Rovigo, sarà possibile unir Venezia con la Repubblica Cispadana. Se al contrario egli vi si ricusasse, queste due Repubbliche sì unirebbero in una, perchè allora è ben provato che la Repubblica Cispadana non sarebbe forte abbastanza per mantenere la città di Venezia come città di provincia. Frattanto io lascio sussistere la Cispadana organizzata separatamente, perchè la sua riunione con la Lombardia renderebbe malcontenta molta gente, e potrebbe esser riguardata dall’Imperatore come una violazione de’ preliminari; e d’altronde, stabilita Bologna per capitale, potremo avere una grande influenza su gli affari di Roma. Voi troverete qui annesso l’ordine che ho dato in questo giorno per la riunione della Romagna alla Repubblica Cispadana. Profitterò di questa circostanza per far fare la nomina di un nuovo Direttorio, essendo assai mal composto quello che avevan nominato. Quando poi sarà conchiusa la pace definitiva con l’imperatore, prenderò le misure per riunire queste due Repubbliche: ma frattanto bisogna che io profitti de’ momenti di riposo per organizzare l’una e l’altra, affinchè se le cose con l’Imperatore si turbassero noi possiamo assicurarci la tranquillità dietro le spalle; e se gli affari di Roma per la morte del Papa prendessero cattiva piega, ci sia possibile partir di là per far tutte le operazioni che divenissero necessarie.