Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro II/Capitolo 70

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Libro II - Capitolo 70

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DELLA DILIGENZA PATERNA CIRCA L’OSSERVANZA DI QUESTO QUARTO PRECETTO.

Sino a qui l’ordinario nostro è sempre stato di ragionar co’l padre, come à quello à cui si appertiene l’offitio della educatione, et di formare, et vestire l’animo del figliuolo, di tutti i buoni habiti di virtù, poiche il fanciullo per la debolezza dell’età, non è anchor capace di esser guida, et direttore a se medesimo. Ma nella espositione di questo quarto precetto del Decalogo, habbiamo per il più ragionato al figliuolo, indotto dalla forma del parlare che usa il medesimo precetto, mentre volgendosi al figliuolo dice: Honora il padre tuo, et quello che segue, et perche anchora non pare cosi conveniente che il padre istesso persuada, et ammonisca il figliuolo a dovergli prestare honore. Et nondimeno non ha anchora in questa parte, che senza dubbio è importantissima, ad esser otiosa la diligenza paterna; la onde ripigliando la maniera del ragionamento consueto diciamo, che il padre non deve mancare, di esporre al figliuolo questo precetto, non come cosa propria, ma come veramente è, come voluntà, et ordinatione divina, la cui osservanza appertiene non meno alla salute del figliuolo, che alla sodisfattione del padre, perilche se bene il prudente padre non dirà cosi rozzamente al figliuolo; figliuolo obediscimi, figliuolo honorami, perche io son tuo padre, gli dirà nondimeno che Iddio padre celeste, et creator nostro cosi lo ha commandato, che i figliuoli honorino li padri, et dalle cose dette di sopra andarà dimostrando, quanto meritamente convenga di cosi fare; lo condurrà anchora sovente a quei luoghi, et a quelle persone che per offitio loro et per carità a buon proposito, non come cosa fatta artificiosamente instruiranno il fanciullo di questa cosi grande obligatione, come sono maestri della dottrina christiana, predicatori, et padri spirituali. Et veramente saria molto espediente che i predicatori discendessero più spesso a questi particulari, imitando lo stile de gli Apostoli santi, i quali nelle Epistole loro dopo haver trattato della dottrina della fede, come il tempo all’hora richiedeva, si voltavano a dar precetti ad ogni stato, et conditione d’huomini, come a mariti et mogli, padri, et figliuoli, padroni, et servi, et simili; narri anchora il padre tal volta al figliuolo alcuno esempio delle divine scritture, ò delle venerande historie de’ santi, quanto siano stati grati, et accetti a Dio i figliuoli obedienti, et come largamente gli habbia benedetti di ogni benedittione, come uno Isac, che si lasciò ligare dal padre, et offerire per quanto fu in lui, per vittima a Dio; come il casto Gioseppe che prontamente eseguì il commandamento paterno, et andò a visitare i fratelli sdegnati seco da i quali fu venduto, et essendo poi come a Dio piacque in grande stato nell’Egitto non gli parve poter haver intera consolatione di quella somma grandezza, se non la communicava co’l padre; tale fu Salomone, delquale lo Spirito santo per nostra instruttione ha voluto che resti scritto, che stando egli nel seggio reale, et vedendo venir Bersabè sua madre, si levò in piede, et gli andò incontro, et la pose alla destra sua a sedere, et mille altri tali esempii, benche il sommo di tutti gli esempii è Giesù Christo Signor nostro, ilquale non solo fu obediente al suo celeste padre sino alla morte, et morte di Croce, ma anchora alla santissima madre, et sino al suo balio, et riputato padre Gioseppe santo, percioch’è scritto nell’Evangelio ch’era obediente, et soggetto ad ambedue loro. Parimente all’incontro dimostrerà tal volta i severi castighi, che Dio ha esercitati contra i figliuoli ribelli et disobedienti, come avvenne ad Absalonne, che miserabilmente fu occiso con tre lancie nel cuore, pendendo per i capelli foltissimi da una quercia, mentre in battaglia fuggia le squadre del suo padre David. Sono anchora nelle scritture sacre, sentenze gravissime in questo proposito, come quella de i proverbii: Qui maledicit patri suo, vel matri, extinguetur lucerna eius in mediis tenebris, cioè chi maledirà il padre, o la madre sua si estinguerà la lucerna sua in mezzo delle tenebre, volendo dire, che nel maggior bisogno gli mancarà ogni aiuto, et la vita sua sarà breve, et ogni chiarezza che havea in questa vita ò di honore, o di contentezza si estinguerà, et quello, ch’è peggio nelle tenebre della morte, non havendo egli voluto in vita aprir gli occhi alla luce della gratia, non havrà lucerna di buone opere, ne di merito, ma per sua colpa giustamente abandonato, andarà nelle tenebre sempiterne. Con questi, et simili modi, prendendo occasione da quello che si sente nelle predicationi, et con altre buone opportunità, andarà il buon padre spiegando al figliuolo l’importanza di questo precetto. Sarà anchora s’io non m’inganno buon modo, et efficace, che la saggia madre ammonisca il figliuolo della obedienza, et honore debito al padre, et all’incontro il padre di quello che si deve alla madre, procurando ambedue con uno istesso fine, il benefitio del fanciullo. Ma sopratutto con le opere istesse si renda il padre al figliuolo degno di obedienza, et d’honore, il che a persona considerata non sarà difficile, poiche la natura medesima ha inserito nel petto del figliuolo il rispetto del padre. Però avverta il padre di non essere troppo indulgente verso il figliuolo, et non si domesticar troppo seco, massime quando è già alquanto cresciuto, ma ne ancho sia rigido, et severo oltra modo, ma ritenga una certà gravità, condita et temperata con suavità et dolcezza, si che il figliuolo insieme tema, et ami il padre, et questo è quello che diciamo riverire. Guardisi anchora di non far alla presenza del figliuolo cose, per lequali egli debbia tenerlo a vile, et cominci a buon’hora a far di tal modo che il fanciullo si avvezzi ad ubidire prontamente i suoi commandamenti, et finalmente, con i servitori, et familiari di casa, ritenga tale autorità, che il figliuolo habbia occasione di imitare quella obedienza, et riverenza che vede ne gli altri, anzi tanto maggiormente, quanto più si conviene al figliuolo che al servo, l’amore, et l’ubidire il padre di famiglia, ilquale nondimeno, et con i figliuoli, et con i servitori, si guardarà per quanto si può dalla soverchia asprezza, ritenendo come è detto, il viso dolce, et sereno con gravità, non si mostrando rigoroso, et collerico se non quando la colpa altrui lo richiede.