Una medaglia commemorativa milanese (1659)

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Ercole Gnecchi

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Una medaglia commemorativa milanese (1659) Intestazione 15 febbraio 2012 75% Numismatica

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UNA MEDAGLIA COMMEMORATIVA MILANESE


(1659)




Rivista italiana di numismatica 1889 p 418.png


Fra le innumerevoli Medaglie milanesi del secolo XVII non mi era mai occorso di trovarne una eseguita per ordine espresso della città e in forma ufficiale allo scopo di commemorare un fatto. La piccola medaglia d’argento che oggi presento a miei lettori, e della quale non trovo menzione in alcun libro, riunisce appunto questi requisiti, essendo indubbiamente stata coniata dalla città di Milano in ricordo della famosa pace conchiusa nel 1659 fra la Spagna e la Francia, sebbene, per quanto mi consta, non esista un atto pubblico che lo testifichi.

Ecco la descrizione della medaglia:

D/ — CIVITAS • MEDIOLANI • ANNO • PACIS • 1669.

Nel campo lo stemma della città dì Milano, sormontato da corona, Sotto questo due altri stemmi. Quello [p. 396 modifica]a sinistra1 è del Vicario di Provvisione Pirro de Capitani di Soalve, e quello a destra2 è del luogotenente o Vice-Vicario di Provvisione Barnaba Barbò3.

R/ — GVBERNANTE • EXC • D • COM • DE FONSALDANEA4.

Nel campo S. Ambrogio in piedi di prospetto, mitrato e nimbato. Tiene nella sinistra il pastorale e nella destra lo staffile alzato in atto di percuotere due ariani giacenti a terra sotto i suoi piedi.

Questa medaglia ricorda dunque la pace detta dei Pirenei conchiusa nell’isola dei Fagiani il giorno 7 novembre 1659 fra la Spagna e i Gallo-Estensi. La notizia di tale avvenimento giunse a Milano il 28 novembre (Allegato A), è riuscì graditissima alla popolazione, come ne fanno fede le decisioni prese dal consiglio dei Decurioni (Allegato B); giacché, sebbene questa pace non sottraesse la Lombardia dal malgoverno della Spagna, le apriva un’era di tranquillità e di alleviamento, cessando le requisizioni militari, gli arbitrii e gli oneri che lo stato di guerra le arrecava.





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ALLEGATI.

A


Lettera di Diego Zapata segretario del Gran Cancelliere don Luigi Ponze de Leon al Vicario di Provvisione in data 28 novembre 1659.

S. Mio,

“Su Ex.a me hà ordenado (que de sa parte) diga a V. S. come llegò a noche el despacho del Señor Don Luis con la publicacion de las Paces generales entro las dos Coronas y quelas Plazas de Italia se entragassen el día 30 deste mes, y quo se sirva V. S. de parteciparlo à los de la Ciudad, paraque no se dilate la noticia de gusto, por sor successo tan desseado, y la ocasion de rendir luego a N. Señor infinitas gracias por beneficio tan particular y de tanta consequencia para su mayor servicio de ambas Magg.dos y delos subditos. La divina .... guarde a V. S. muchos anos come desseo. Casa oy Viernes 28 de Noviembre 1669.”

B.... S....
Diego Zapata

Sr Vicario de Provision

A S. Vicario de Pro vision guardo Dios.


B


Seduta dei LX Decurioni della città di Milano tenutasi il I° dicembre 1659.

1659 primo dicembre.

“Congregati nella solita sala dell'Officio di Provisione della città di Milano, detta la cameretta, li Ss" Pirro de Capitani Vicario di Prov.ne ecc... (Segue la distinta di oltre[p. 398 modifica]due terzi dei sessanta decurioni). Disse il Sig. Vicario che finalmente con l’aggiuto Divino era giunto il giorno tanto desiderato della confirmazione della pace, di che il Sig. Gran Cancelliere gli ha dato parte con suo particolare biglietto, da parteciparsi a loro Signori, il quale però si lesse ed è il seguente.... (Vedi Allegato A).”

“Doppo di che, doppo varj discorsi fatti dai SS.ri congregati, sopra le dimostrazioni da farsi in rendimento di grazie a S. Divina Maestà per un tanto benificio, et alla Maestà del Rè nostro Signore, suoi Ministri....”

(Segue il tenore delle proposte le quali vennero deliberate a maggioranza di voti e sono:)

“Che in nome di questo Cons. Generale si compisca con S. Ecc. in congratulazione dell’avviso dato della pubblicazione della Pace ellegendo sei Cavalieri a sorte dai SS.ri LX, i quali accompagnino il S. Vicario in questa Funzione.”

“Elezione de suaccennati Cavalieri infrascritti e sono: Conte Pirro Visconti-Borromeo, Gio. Giacomo Schiaffenati, Conte Giacomo Legnano, Conte Carlo Corio, Conte Francesco Visconti e Giovanni Negrolo.”

“Che si scriva alla Maestà del Re nostro Signore in rendimento di grazie per il sollievo che si è degnato di concedere a questo Stato con la Pace stabilita, supplicandola insieme a far godere a questi suoi fedelissimi sudditi, gli effetti più pronti di questo beneficio, scrivendo anche nel medesimo proposito al S. D. Luigi de Haro.”

“Che si faccia qualche dimostrazione di pietà in nome pubblico per rendimento di grazie a S. D. M. per questa grazia così segnalata che ci ha concessa della sospirata Pace.”

“Che si faccia cantare una messa solenne con il Te Deum laudamus nella Chiesa di S. Ambrogio coll’intervento delle Arti, accompagnando il stendardo di S. Ambrogio, supplicando anche S. E. ad honorare la Città con la sua assistenza.”

“Che in oltre si faccia cantare una messa solenne con l’Ufficio in suffragio delle anime dei Defunti nella medesima [p. 399 modifica]Chiesa di S. Ambrogio, disponendo che tutte le Messe, che in quella matina si celebreranno in questa Città, vengano applicate per le anime de Defunti, dando l’elemosina, ed incaricandone l’esecuzione al Tribunale di Provvisione.”

“Che si rimetta alla Congregazione et Aggiunti il far ricorso a S. E. perchè, in quanto di presente dipende dalla sua Autorità in ordine all’Allegerimento dè Carichi degli Alloggiamenti della prossima invernata, ed altri, si compiaccia di far godere a questi sudditi i più pronti effetti della Pace in loro sollievo.”


« firmati i SS.ri Conte Giacomo Legnano
« Conte Giacomo Schiaffenati
« Conte Pirro Visconti Borromeo
« Conte Carlo Corio
« Conte Francesco Visconti
« Giovanni Negrolo



Note

  1. Aquila nera coronata in campo d’oro.
  2. Bue passante d’argento, in campo rosso, accompagnato da tre stelle di otto raggi d’oro, due sopra ed una sotto.
  3. Il Vicario di Provvisione durava in carica un anno, doveva essere milanese e del collegio dei Giurisperiti: era capo della città e del territorio milanese, corrispondente (sebbene con potere e dignità assai maggiori) alla carica attuale di Sindaco. Il luogotenente o Vice-Vicario di Provvisione era eletto Vicario l’anno seguente.
  4. Don Alfonso Perez de Vivero conte di Fuensaldagna. Eletto governatore e capitano generale dello Stato di Milano nel settembre del 1656, rimase in quella carica sino all’aprile del 1660. Morì l’anno seguente.