Varenna e Monte di Varenna/Secolo XVI/Famiglia Balbiano

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Famiglia Balbiano

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Secolo XVI Secolo XVI - Vicende ecclesiastiche e religiose
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FAMIGLIA BALBIANO

Il 20 gennaio 1500 il conte Annibale Balbiano con 500 fantaccini entrò in Chiavenna e si avanzò giù per il lago cercando d’impossessarsene, ma il 28 dello stesso mese tutte le località erano nuovamente in possesso dei Francesi, ed il Balbiano dovette ritirarsi in Chiavenna.

Continuò la guerriglia sul lago con alterna fortuna; il 3 febbraio Ludovico il Moro rientrava nei suoi domini ma per poco tempo, giacchè dopo l’infausta giornata di Novara, il 10 aprile 1500, era fatto prigioniero mandato al castello di Loches. Sul lago continuò ancora l’agitazione mantenuta più che altro dalla tenace fedeltà dei fratelli Balbiano al loro duce. Nella metà d’agosto 1500 Ettore Balbiano e Bartolo Crivelli s’agitavano ancora contro i Francesi, e Gaspare San Severino, l’antico feudatario di Varenna e di altri paesi, che nel marzo 1499 si era allontanato dal Duca per offrirsi a Venezia che rifiutò però i suoi servigi, verso la fine del 1499 noi lo troviamo di nuovo a fianco di Ludovico il Moro, collaboratore fidato nell’esercito sforzesco a Vigevano, a Mortara e fino all’infausta giornata di Novara dell’aprile 15001.

Luigi XII investiva del contado di Chiavenna il maresciallo Trivulzio a condizione che questi desse ai conti Balbiano, in cambio, i comuni di Isola, Ossuccio, Colonno, Lezzeno, Sala e Tremezzo (atto del 10 gennaio 1500). [p. 112 modifica]

Non aveva ancora il Trivulzio stipulato cotesto contratto di cambio, che come abbiamo visto sopra, il conte Annibale Balbiano serbatosi fedele al suo signore, scese con armati dalla Valtellina, e tolse ai Francesi il castello di Ologno, con l’aiuto degli abitanti delle Tre Pievi, che non avevano dimenticato il loro antico signore, sempre aspettando le schiere ducali. Nell’anno successivo tentò ancora la riscossa contro i Francesi, ma morì da prode in battaglia sui monti di Gravedona.

Il fratello Antonio fu consigliere ducale e continuò a vivere a Chiavenna anche dopo la perdita del feudo. Alessandro Balbiano fu cameriere del duca Massimiliano Sforza, che nel 1514 gli dette in feudo il borgo di Lorvignano nell’agro novarese, e di qui comincia il ramo dei Balbiano del Piemonte.

Nel 1528 egli era capitano nell’esercito di S. M. Cesarea, come risulta da un privilegio che trovavasi nell’archivio Crollalanza. Nel 1563 i fratelli Alessandro, Francesco e Lelio ereditarono i beni delle Tre Pievi da Alberico e Ulrico da Balbiano.

Il ramo chiavennasco di questa famiglia si estinse col conte Carlo alla metà del 1700. La parentela Balbiano continuò però in Lierna ed in Bellano, ed il ramo bellanasco dette uno scrittore in Antonio Balbiani, autore di romanzi storici e della breve storia del monastero di Varenna.

Ma un altro ramo di questa famiglia fiorì in Toscana, e sembra che Pietro figlio di Giorgio e nipote del primo conte di Chiavenna Baldassare sia stato il primo a trapiantarsi colà nel 1510. Egli era pretore di Poggibonsi.

Un suo discendente Benedetto Balbiani di Livorno, diresse nel 1758 una supplica all’imperatore d’Austria nella quale si dichiarava discendente in linea retta da Galeotto Balbiano di Varenna, e per conseguenza auspicava ai feudi di Aliate, Carate, Giussano e Sovico che allora erano in possesso del conte Benedetto Balbiano canonico di S. Stefano in Milano.

La cappella della congregrazione di S. Antonio in Livorno era della famiglia Balbiano, e ne conservava le armi. Ma anche questo ramo di Livorno si è estinto. L’ultimo fu il conte Ludovico che nel 1805 dimorava a Pisa, come lo dimostra una fede battesimale del prevosto di Pontedera, nella quale è detto che il 5 giugno fu battezzata una bimba figlia del dott. Giuseppe Balbiano; il padrino fu il conte Ludovico fu Sebastiano Balbiano di Pisa che si dichiarò essere «di casa originaria di Varenna sul lago di Como».

Però alla metà del 18° secolo noi troviamo i fratelli Gian Battista e Giuseppe Balbiano nativi di Lierna presso Vareuna emigrati in Pontedera, e divisi in due famiglie. Una, quella di Giuseppe Balbiano che ebbe un figlio l’avv. Eugenio Balbiano e l’altra proveniente da Giovanni Battista che si è estinta col Dott. Pietro nel 1830.

Il ramo dei Balbiani di Pontedera diede fra gli altri un Giuseppe Pietro, nipote del Giuseppe di Lierna, che fu nel 1812 sottoprefetto [p. 113 modifica]nell’isola d’Elba, dove il 3 maggio 1814 accolse Napoleone che lo nominò tenente generale dell’isola, e durante i cento giorni lo insignì dell’insegna della Legion d’onore2.

Infine troviamo che nel 1848 morì sul campo a Curtatone e Montanara Balbiano Eugenio di Pontedera sergente nelle truppe toscane.

Per quanto non riguardi direttamente Varenna crediamo utile parlare di un cambio di beni avvenuto nel 1500, come si è accennato, tra la famiglia varennate dei Balbiano e il marchese Gio. Giacomo Triulzio.


1500, gennaio 10, venerdì

Il marchese Gio. Giacomo Trivulzio regio luogotenente, abitante in Milano nelle case della curia dell’Arengo, in porta Orientale parrocchia di San Andrea al Muro rotto, da una parte, ed il conte Annibale Balbiano, del fu conte Giovanni, abitante in Milano in porta Nuova parrocchia di S. Eusebio, anche a nome del fratello conte Antonio dottore in utroque jure, dall’altra, fanno tra essi permuta di beni; e cioè:

1) il predetto marchese Trivulzio cede al conte Annibale Balbiano le pievi e le terre di Isola e di Lenno lago e vescovado di Como, vale a dire il luogo e comune di Isola, il comune di Colosino coi nobili e vicini del luogo, il comune e gli uomini di Sala, coi nobili, cittadini e vicini del luogo, il Comune di Lezzeno, il comune di Osuccio, i quali tutti costituiscono la pieve di Isola, il comune di Lenno coi nobili e cittadini di Lenno, i nobili di Mezzegra e il comune di Tremezzo, i quali tutti appartengono alla detta pieve di Lenno, con tutti i diritti, redditi, onoranze, ecc. che ad esso marchese Gio. Giacomo competono, specialmente in forza della donazione fattagli da Francesco Bernardino Visconti regio consigliere, come a rogito Bertolino Pagani notaio milanese; cede inoltre detto marchese Gio. Giacomo a detti conti Balbiano due sedimi in Milano, in parte Comacina parrocchia di San Protaso con edifici, camere solai, corti, giardino, stalle, cantine, e diritti annessi, confinanti da una parte colla strada, dall’altra con maestro Niccolò da Cusano fisico, dall’altra con Scipione e Carlo fratelli Barvara, dei quali sedimi ebbe donazione Catelano Trivulzio dal re di Francia con sue lettere patenti 7 novembre 1499, il quale Catelano li cedette poscia al detto Gio. Giacomo.

2) il predetto conte Annibale, anche a nome come sopra del fratello conte Antonio cede al predetto marchese Gio. Giacomo: 1° la terra e la valle di Chiavenna e la Val di S. Giacomo, con fortezza, dazii, entrata redditi e quanto spettò in passato ad essi conti Balbiano in virtù degli antichi privilegi di concessione feudale; II° il palazzo comitale in Chiavenna con annessi viridario e vigneti, chiamati al Paradiso e al Pino, [p. 114 modifica]III° i monti in Val S. Giacomo con tutte le onoranze e i diritti annessi; IV° l’affittanza, i beni e le migliorie del castel di Mezzola dei quali i detti fratelli hanno investitura dalla mensa vescovile di Como, salvo però per questo ultimo punto, il consenso e l’approvazione del vescovo suddetto.

Per conguaglio dei valori nella permuta presente dichiara il predetto conte Annibale di aver ricevuto dal predetto marchese Trivulzio L. 400 imperiali.

Seguono tutte le clausule ecc. ecc. d’uso.

Fatto in Milano nella casa della curia dell’Arengo. Testi alti dignitari.

Atto espleto da Gio. Giacomo Busca del fu Spett. Sig. Giorgio, notaio milanese, traendolo dalle imbreviature del detto Giorgio.


(Varenna - Archivio parrocchiale).

Note

  1. Léon Pelissier, Recherches dans les archives italiennes. — Louis XII et Ludovic Sforza, Paris 1826 - Vol. I. pag. 406.
  2. G. B. Crollalanza, I conti Balbiano di Chiavenna. In Giornale araldico genealogico diplomatico. Agosto 1876.