Verona illustrata/Parte quarta/Libro primo/Capo I

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Capo primo. Origine de' Gladiatori, e principio in Roma

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Capo primo. Origine de' Gladiatori, e principio in Roma
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DEGLI

ANFITEATRI

E SINGOLARMENTE

DEL VERONESE


LIBRO PRIMO


CAPO PRIMO

Orìgine de’ Gladiatori, e principio in Roma.

Tra le cose in cui gli Antichi ammirar più tosto si possono che imitare, dee singolarmente computarsi la sontuosità e la perfezione d’alcuni edifizj. Tra gli edifìzj superiore a ogn’altro sì per magnificenza nella mole, e sì per ingegno nell’arte, fu l’Anfiteatro. Proficuo adunque non meno che dilettevole potrà riuscir lo studio per investigarne l’istoria e l’uso, e per ben comprenderne la struttura. Stimasi per verità non restar più che dire in quest’argomento, dopo tanti che hanno di esso fatto parole, e dopo Giusto Lipsio, che lo trattò di proposito e dottamente, e dopo Carlo [p. 6 modifica]Fontana, di cui ampissimo volume si è poco fa pubblicato oltra’ monti sopra tal soggetto. Ma senza detrarre alla lode che a ciaschedun si dee, io credo di poter fare assai agevolmente conoscere, come l’intendimento di così nobil fabrica, nelle parti appunto ov’è più ingegnosa, non è stato penetrato ancora; e come la materia giace in oscuro tuttavia, non ricercata ne’ punti suoi più essenziali, non trattata ordinatamente, e non depurata da molte false opinioni che regnano in tutti i libri, e che a più altre cognizioni fan danno. Dipende certamente da queste notizie l’intelligenza di più luoghi d’antichi Scrittori e sacri e profani; onde a più che non si crederebbe giovar può tal ricerca. Ripiglieremo la cosa dal suo principio.

Motivo preciso d’inventare e di costruire gli Anfiteatri non fu veramente lo spettacolo de’ Gladiatori, ma sì quello delle Fiere. Gran tempo corse in Roma l’uso de’ Gladiatori, che non però si pensò a tal fabrica; ben vi si pensò , quando la conquista di remoti paesi, e la potenza e dovizia nuovo compiacimento introdussero, di veder bestie incognite al nostro clima, e di vederle ferocemente combattere. In fatti il più famoso degli Anfiteatri fu intrapreso da un Imperadore che non amò i Gladiatori, come abbiam da Dione. Quindi è che il primo nome dato all’Anfiteatro quando da prima si fece, fu di Teatro Cacciatorio (v. Xiphil. in Vesp.), come vedremo appresso, il qual nome anche da Cassiodorio poi si ritenne; e Caccia non si chiamò da Romani [p. 7 modifica]il giuoco de’ Gladiatori, ma bensì quello de gli animali (Var. lib. 5, 42: Theatrum venatorium). Poichè però all’uno e all’altro servì, e poichè l’uso de’ Gladiatori fu tanto anterior di tempo, di essi alcuna cosa diremo prima.

Fece strada a così fatto instituto un motivo di religione; cioè l’antichissima credenza di molte genti, che l’anime de’ trapassati, deificate in certo modo per la separazione dal corpo, gradissero il sangue umano, e si rendessero propizie dall’uccision d’uomini, quasi a loro per onore sagrificati; o si placassero almeno, appagandosi, come se fossero svenati per lor vendetta. Quest’opinione fece cader molte volte su i prigioni di guerra tal crudeltà; e quanto d’antico, si vede in Omero (Illiad. Ψ), nel cui maggior Poema Achille uccide dodici nobili giovani Troiani alla pira di Patroclo. Troppo inumano parendo poi, come nota Servio (ad Æn. X: quod postquam crudele visum, ec.), l’ammazzar uomini in così fatta guisa, fu introdotto di conseguir l’istesso per via di combattimento: il che sembra accennarsi da Erodoto ne’ Traci; ma quel luogo ha forse diverso senso, parlandosi quivi di que’ certami e giuochi funerali in cui proponeasi premio, onde non crederei fosse da pigliar di là l’origine de’ Gladiatori detti Treci, come parve a Lipsio (Sat. Serm. l. 1, c. 9). Scrive Diillo presso Ateneo (l. 4), aver Cassandro nel seppellire Arideo Re di Macedonia e la moglie, fatto duellare quattro soldati: ma non credasi avverata per questo l’opinione di [p. 8 modifica]chi tiene passassero i Gladiatori a Roma da’ Greci. Singolare è il fatto eia Diillo mentovato, nè in Grecia allignò tal uso, e mollo meno in maniera di spettacolo vi prese piede. Sappiamo che fra tanti generi di certami praticati ne’ giuochi Olimpici, gladiatorie pugne non furon mai. Leggesi in Vitruvio (l. 5, c. i ), che nell’Italia si faceano le piazze delle città in differente maniera da’ Greci, per l’uso ch’era qui tramandato da Maggiori, di fare in esse così fatti spettacoli. Non si videro però alcuna volta in Grecia, se non per esservi passati da Roma. Un luogo sovvienmi di Luciano (in Tox.), che ha fatto credere a più d’uno, Gladiatori e Fiere essersi costumate ad Atene in Teatro fin ne’ tempi antichi; ma quel racconto di Tossari è favoloso e finto, come ognun può conoscere. Sappiamo da Tito Livio, che il primo a far vedere in Grecia Gladiatori fu Perseo ultimo Re di Macedonia, il quale gli fece venir di Roma, con terror più tosto che con piacere del popolo non accozzo a tale spettacolo (lib. 41: cum terrore hominum insuetorum ad tale spectaculum ). Ne continuò l’uso quel Re, ma non per questo dopo lui, nè in altra parte della Grecia fissaronsi; il che se fosse avvenuto, frequenti ne sarebbero le menzioni negli Scrittori, e si vedrebbero ne’ monumenti Greci sì fatte immagini. Gli ricevè procedendo i tempi la città di Corinto; ma perchè? perchè quella città distrutta già interamente da Lucio Mummio, fu ripopolata da Cesare con Colonie di Romani. come si ha in Dione (l. 43); talchè [p. 9 modifica]Pagina:Maffei - Verona illustrata V, 1826.djvu/15 [p. 10 modifica]Pagina:Maffei - Verona illustrata V, 1826.djvu/16 [p. 11 modifica]I.IBRO PRIMO J I

Dóveano questi dar principio al Giuoco, come i Veliti militari alle battaglie, ed essere spe­diti coni’ essi e leggeri; però disse Isidoro, riuscire la lor pugna, e il lor vibrar dell’aste pili grato a gli spettatori : l’arena gialla indica l’uso mentovato da Plinio (/. 33, c. 5 ) di mischiar talvolta crisocolla con 1’ arena. Io credo ancora non mancare questa spezie di Gladiatori in quel luogo d’ Artemidoro ( /. 2, c. 33), dove le nomina paratamente ; sol che invece di -/sc/SaV.rcf, che portano le stampe, si legga r.ocCic/.drcp Provocatore. Così doversi leg­gere pareami chiaro, per non esser la prima voce nè Greca, nè Latina; ma me ne son poi con piacere accertato in Venezia per un buon Manoscritto della publica Libreria di S. Marco ( C.od. 1, 5, 5 ), in cui così ho trovato leg­gersi. La gladiatoria classe de’ Provocatori è nominata da [p. 12 modifica]Pagina:Maffei - Verona illustrata V, 1826.djvu/18