Vezzo

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Giovanni Prati

Olindo Malagodi 1878 Indice:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu sonetti Vezzo Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

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Grillo (monologo) Brindisi greco
Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta XIV. Da 'Iside'
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V

VEZZO

Vertet enim Fortuna rotam, non dura teruntur corpora: stant animi; lepidus neque visus abibit


Quando l’aurora
nel ciel s’infiora,
e, tra le madide
frasche lucenti,
5dal gaio petto
d’ogni augelletto
la varia musica
si sparge ai venti;
poco a me cale
10chi scende o sale
per climaterico
quarto di luna;
poco a me conta
chi cala o monta
15per le carrucole
della Fortuna.

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In nivei chiusa
pepli, la musa
sull’arpa i dorici
20nervi mi tende;
ed io solingo
l’opra dipingo
che a me nell’anima
romita splende;
25e, intento e lieto
nel mio segreto,
scordo le misere
terrestri gare,
farfalla ascosa
30dentro una rosa,
o errante rondine
sul glauco mare.