Viaggio intorno alla mia camera/Capitolo IV

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Capitolo IV

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CAPITOLO IV.



La mia camera è situata sotto il quarantesimo giorno di latitudine, secondo le misure del Beccaria, fra levante e ponente; e forma un lungo quadrato, di trentasei passi in tutto, andando ben rasente rasente le pareti dell’interno. Il mio viaggio però ne conterrà un poco più, perchè io la traverserò spesso in lungo e in largo, ovvero diagonalmente senza seguire metodo o regola. — Andrò anche a onde, e percorrerò tutte le linee possibili in geometria, ove il bisogno lo richiegga. Io non amo chi è sì padrone de’ suoi passi e delle sue idee da poter dire: oggi farò tre visite: scriverò quattro lettere, finirò quest’opera, che ho [p. 24 modifica]cominciata. — La mia anima è talmente aperta ad ogni sorta di pensieri, di gusti, di sentimenti; riceve sì avidamente tutto ciò che a lei si presenta, che... — Come in fatti ricuserebbe i diletti che trova sparsi pel cammino difficile della vita? Sono essi tanto rari, che converrebbe esser folle per non arrestarsi, ed anche uscire alquanto di via, per cogliere tutti quelli che si può! Ma non avvene, secondo me, altro più attraente del seguire le proprie idee, per così dire alla pesta, come il cacciatore segue la selvaggina, senza curarsi del sentiero che si tiene. Però quand'io viaggio nella mia camera, serbo di rado la linea retta, vo dal mio tavolino verso un quadro che è in un canto; indi parto obliquamente per condurmi verso la porta; ma sebbene questa sia l’intenzion mia [p. 25 modifica]espressa, incontrando in cammino la mia seggiola a bracciuoli, non fo complimenti, e mi vi adagio immediatamente. — Oh che mobile prezioso una seggiola a bracciuoli! massime per l’uomo meditativo. Nelle sere lunghe d’inverno è spesso cosa dolce non che prudente lo stendervisi mollemente, lungi dal fracasso delle numerose assemblee. — Un buon fuoco, de’ libri, una penna, quali preservativi contro la noja! ma qual piacere l’obliare e i libri e la penna, per attizzare il suo fuoco, lasciandosi ire a qualche grata fantasia, — o accozzando alcune rime per sollazzo degli amici! Le ore scorrono allora leggierissimamente sopra di voi, e cadono in silenzio nell’eternità, senza farvi sentire il loro tristo passaggio.