Viaggio intorno alla mia camera/Conclusione

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Conclusione

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Capitolo XLII

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Graziosissimo paese dell’imaginazione! conceduto agli uomini dal più benefico degli esseri per consolarli della realtà! è pur forza ch’io ti lasci. — Oggi certe persone, da cui dipendo, pretendono rendermi la libertà; — come se me l’avessero tolta! come se fosse in poter loro il sospendermela un solo istante, l’impedirmi di percorrere, a mio grado, il vasto spazio sempre aperto dinanzi a me. — Essi mi vietarono di percorrere una città, un picciolo punto; ma l’immensità, l’eternità rimasero a mia disposizione.

Oggi dunque io sono libero, o piuttosto sono per rientrare ne’ ceppi. — Il giogo degli affari comincierà di nuovo a pesare sopra di me; più non potrò fare un passo, che non sia misurato dalla convenienza e dal dovere. — E me [p. 174 modifica]felice, se qualche dea capricciosa non mi fa obliare l’uno e l’altro, e non mi assoggetta a nuova e perigliosa cattività!

Perchè perchè non lasciarmi finire il mio viaggio! Era io adunque per punizione relegato nella mia camera — deliziosa contrada, che racchiude tutti i beni, tutte le dovizie del mondo? Tanto varrebbe esiliar il topo nel granajo.

Mai intanto io non mi sono accorto più chiaramente d’esser doppio. — Mentre sospiro i miei imaginarj diletti, mi sento consolato quasi per forza. Un potere segreto mi strascina; — mi dice che ho bisogno dell’aperto cielo, e che la solitudine è simile alla morte. — Eccomi in ordine; il mio uscio è aperto; — passeggio sotto gli spaziosi portici della strada del Po; — mille [p. 175 modifica]piacevoli fantasmi si aggirano, per così dire, innanzi a’ miei occhj. — Veggo veggo la casa, — la porta, — la scala.... Il cuor mi batte anticipatamente.

Così ti solletica le papille del palato un pregusto acido, quando tagli un citrino per mangiartelo.

Povero animale! sta bene all’erta.

Fine.