Viaggio sentimentale di Yorick (Laterza, 1920)/Didimo Chierico a' lettori salute

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Didimo Chierico a' lettori salute

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Laurence Sterne - Viaggio sentimentale di Yorick (1768)
Traduzione dall'inglese di Ugo Foscolo (1813)
Didimo Chierico a' lettori salute
Viaggio sentimentale di Yorick (Laterza, 1920) I.

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DIDIMO CHIERICO

A’ LETTORI SALUTE

Lettori miei, era opinione del reverendo Lorenzo Sterne, parroco in Inghilterra, che «un sorriso possa aggiungere un filo alla trama brevissima della vita»1 ma pare ch’egli inoltre sapesse che ogni lagrima insegna a’ mortali una verità. Poiché, assumendo il nome di Yorick, antico buffone tragico, volle con parecchi scritti, e singolarmente in questo libricciuolo, insegnarci a conoscere gli altri in noi stessi, e a sospirare ad un tempo e a sorridere meno orgogliosamente su le debolezze del prossimo. Però io lo aveva, or son piú anni, tradotto per me: ed oggi, che credo d’avere una volta profittato delle sue lezioni, l’ho ritradotto, quanto meno letteralmente e quanto meno arbitrariamente ho saputo, per voi.

Ma e voi, lettori, avvertite che l’autore era d’animo libero, e di spirito bizzarro, e d’argutissimo ingegno, segnatamente contro la vanità de’ potenti, l’ipocrisia degli ecclesiastici e la servilità magistrale degli uomini letterati: pendeva anche all’amore e alla voluttà; ma voleva ad ogni modo parere, ed era forse, uomo dabbene e compassionevole e seguace sincero dell’evangelo, ch’egli interpretava a’ fedeli. Quindi ei deride acremente, e insieme sorride con indulgente soavità; e gli occhi suoi, scintillanti di desiderio, par che si chinino [p. 4 modifica] vergognosi; e nel brio della gioia, sospira; e, mentre le sue immaginazioni prorompono tutte ad un tempo discordi e inquietissime, accennando piú che non dicono ed usurpando frasi, voci ed ortografia, egli sa nondimeno ordinarle con l’apparente semplicità di certo stile apostolico e riposato. Anzi in questo libricciuolo, ch’ei scrisse col presentimento avverato della prossima morte, trasfuse con piú amore il proprio carattere; quasi ch’egli, nell’abbandonare la terra, volesse lasciarle alcuna memoria perpetua d’un’anima si diversa dalle altre.

Se dunque, lettori di Yorick e miei, la novità vi rendesse men agevole la lettura, ascrivetelo (e ve ne esorto per puro amore della giustizia) parte all’autore, parte a me, e parte anche a voi stessi. E quando mai le poche postille, da me compilate per amor vostro, non giovassero a diradarvi l’oscurità, riposatevi alquanto dalla lettura, e rileggete l’epigrafe del mio frontispizio.

E ve la ho posta, perché mi fu suggerita da un vecchio prete, che con un volumetto immortale indusse anch’egli i nostri magnifici sfaccendati, non dirò a ravvedersi, ma a ridere almen da se stessi della lor vanità: e anch’egli bramò solamente, siccome Yorick, la cara salute in compagnia della pacifica libertà2; e non fu esaudito dal cielo; ma non pianse mai, fuorché per amore o per compassione. Alcuni di voi, o lettori, sanno che non s’è potuto trovare la lapide che copre Tl’ossa di quel buon prete. Ma voi, se non altro, pregate pace all’anima sua e all’anima del povero Yorick; pregate pace anche a me, fineli’io vivo.

 Calais, 21 settembre 1805.

Note

  1. Tristram Shandy, epistola dedicatoria.
  2. Viaggio sentimentale, cap. xl.