A Fille - L'avverte acciò non giudichi secondo le apparenze

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Giovanni Battista Casti

1838 A Odi Letteratura Intestazione 5 settembre 2011 75% Da definire

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     Odi le rapide
Ruote sonanti
Tratte dai fervidi
4Destrier fumanti!
     Scansiam solleciti
L’urto villano,
Poich’è già prossimo
8L’auriga insano;
     E mira, o Fillide,
Quel che sdraiato
Siede nel fulgido
12Cocchio dorato:
     Indosso miragli
D’argento e d’oro
Grave e ricchissimo
16Stranier lavoro:
     Mira il riverbero
Che rara e grande
Gemma purissima
20Dal dito spande;
     E seco ha il torbido
Orgoglio e il folle
Fasto insoffribile,
24E il lusso molle.
     Nè a chi riscontralo
Per lo sentiero
Piegar mai degnasi
28Il capo altero.
     Ma già il volubile
Cocchio trapassa,
E densa polvere
32Dietro si lassa.
     Or vada, e celere
Colui si porte
Scherzo e capriccio
36Di ricca sorte.
     Ma tu, se prospera
Fortuna in lui
Tutti rovescia
40I favor sui,
     D’ogni ben prodiga
Dispensatrice,
Fille, non crederlo
44Perciò felice;
     Perchè allo splendido
Fasto apparente
Sol l’occhio abbagliasi
48D’ignara gente:
     Ma se con provvido
Giudizio sano
Tuo sguardo internasi
52Nel cuor umano.
     Vedrai che misero
E, quei talora,
Cui ’l volgo instabile
56Invidia e adora:
     Vedrai che torbido
Pensier nascoso
Ad altri rendelo
60E a sè noioso.
     Brama avidissima,
Tema, livore,
Odio implacabile
64Gli rode il core.
     Per le auree camere,
Per le ampie sale
Indivisibile
68Noia lo assale.
     Dunque non prendere
Facil diletto
Da un lusinghevole
72Fallace aspetto.
     Se lieta vivere
Sai nello stato
Che o sceglier piacqueti
76O il Ciel ti ha dato;
     Se poni all’avido
Desire il freno,
Sarai, mia Fillide,
80Felice appieno.