Ben ha di doppio acciar tempre possenti

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Eustachio Manfredi

Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Ben ha di doppio acciar tempre possenti Intestazione 9 novembre 2019 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Eustachio Manfredi


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XIX1


Perchè t’affiliggi e ti discioglio in pianto,
     Infelice città, dimmi, o per cui?
     Perduta ho la real donna, che tanto
     A me fu cara, a cui sì cara io fui,
5Nè questo almeno ti conforta alquanto,
     Ch’ella è su ’n Cielo, e vede i pianti tui?
     Dunque s’allegri il Cielo; io nò, che intanto
     Fa colle spoglie mie più bello altrui.
Pur ella ancor non ti lasciò: deh mira,
     10Come intorno di te, che a cuor le sei,
     E per tua pace e per tuo ben s’aggira
Questo è ben ciò che duolmi: io non saprei
     Goder del ben, ch’ella per me sospira,
     Nè trovar la mia pace altro che in lei.


Note

  1. In morte di Anna Isabella Duch. di Mantova e di Guastalla. Interlocutori sono il Poeta e la città di Mantova