Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/O tempo, o ciel volubil, che fuggendo

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O tempo, o ciel volubil, che fuggendo

../Deh porgi mano a l'affannato ingegno ../L'aura mia sacra al mio stanco riposo IncludiIntestazione 22 settembre 2008 75% Poesie

Deh porgi mano a l'affannato ingegno L'aura mia sacra al mio stanco riposo

 
O tempo, o ciel volubil, che fuggendo
inganni i ciechi et miseri mortali,
o dí veloci piú che vento et strali,
ora ab experto vostre frodi intendo:

5ma scuso voi, et me stesso riprendo,
ché Natura a volar v’aperse l’ali,
a me diede occhi, et io pur ne’ miei mali
li tenni, onde vergogna et dolor prendo.

Et sarebbe ora, et è passata omai,
10di rivoltarli, in piú secura parte,
et poner fine a li ’nfiniti guai;

né dal tuo giogo, Amor, l’alma si parte,
ma dal suo mal; con che studio tu ’l sai;
non a caso è vertute, anzi è bell’arte.