Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/Se quell'aura soave de' sospiri

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Se quell'aura soave de' sospiri

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Né mai pietosa madre al caro figlio Sennuccio mio, benché doglioso et solo

 
Se quell’aura soave de’ sospiri
ch’i’ odo di colei che qui fu mia
donna, or è in cielo, et anchor par qui sia,
et viva, et senta, et vada, et ami, et spiri,

5ritrar potessi, or che caldi desiri
movrei parlando! sí gelosa et pia
torna ov’io son, temendo non fra via
mi stanchi, o ’ndietro o da man manca giri.

Ir dritto, alto, m’insegna; et io, che ’ntendo
10le sue caste lusinghe e i giusti preghi
col dolce mormorar pietoso et basso,

secondo lei conven mi regga et pieghi,
per la dolcezza che del suo dir prendo,
ch’avria vertú di far piangere un sasso.