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Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/Spinse amor et dolor ove ir non debbe

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Fu forse un tempo dolce cosa amore Li angeli electi et l'anime beate

 
Spinse amor et dolor ove ir non debbe
la mia lingua avïata a lamentarsi,
a dir di lei per ch’io cantai et arsi
quel che, se fusse ver, torto sarebbe:

5ch’assai ’l mio stato rio quetar devrebbe
quella beata, e ’l cor racconsolarsi
vedendo tanto lei domesticarsi
con Colui che vivendo in cor sempre ebbe.

Et ben m’acqueto, et me stesso consolo;
10né vorrei rivederla in questo inferno,
anzi voglio morire et viver solo:

ché piú bella che mai con l’occhio interno
con li angeli la veggio alzata a volo
a pie’ del suo et mio Signore eterno.