Catullo e Lesbia/Annotazioni/24. A Ravido - XL Ad Ravidum

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Gaio Valerio Catullo, Mario Rapisardi - Catullo e Lesbia (Antichità)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1875)
Annotazioni - 24. A Ravido - XL Ad Ravidum
Annotazioni - 23. A Rufo - LXXVII Ad Rufum Parte quarta. Discordia finale - 25. A Celio - LVIII Ad Caelium
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XL.


Pag. 219.          Quænam te mala mens, etc.

E Virgilio:

                    Quæ mens tam dira, miserrime coniux,
Impulit his cingi telis?


Ibidem.          Quis Deus tibi, non bene advocatus.

Non bene advocatus, non bene invocato in tuo patrocinio.


Ibidem.          Anne ut pervenias in ora vulgi?

Venire o pervenire in ora vulgi, andare per la bocca del volgo, diventar la favola del mondo, come disse Petrarca:

Ma ben veggi’ or si come at popol tutto
Favola fui gran tempo: onde sovente
Di me medesmo meco mi vergogno.

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E Catullo ha detto qui pervenias, perchè quello sciocco di Ravido non avendo altro mezzo di far parlare di sè provò di arrivarci, innamorandosi della Lesbia. Similmente Properzio:

Crede mihi: magnos æquabunt ista triumphos
Indicia: et venies tu quoque in ora virum.